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Si è tenuta domenica mattina la consulta delle società di pallamano a Roma, indetta dal Presidente Federale Francesco Purromuto. Per l’AlPi Prato hanno partecipato i dirigenti Mario Fiesoli e Mario Abati. Si è parlato di come dovrà cambiare la pallamano italiano, alla ricerca di una sua identità e di un percorso che possa portarla fuori da un terribile anonimato. L’Elite, campionato ad otto squadre varato qualche anno fa, non è riuscita a destare l’interesse sperato e molto probabilmente chiuderà la sua esperienza al termine di questa stagione sportiva. Varie le soluzioni sul tavolo del Consiglio federale, che dovrà verificare il percorso più utile per arrivare alla formula più adeguata per il rilancio di un settore che coinvolge circa cento società. Mario Fiesoli ha fatto il punto della situazione: “Ieri erano rappresentate solamente una ventina di società su novanta e questo non è stato un bel segnale. Comunque, a parte questo, abbiamo discusso circa la formula della prossima serie A, ci sono un paio di proposte che dovranno essere vagliate attentamente. A me interessava anche l’aspetto legato al settore giovanile, che ha bisogno di una normativa specifica che tuteli noi società. Non vogliamo creare giocatori in casa, con tutti i costi che ne competono, per poi vederceli portati via senza alcun riconoscimento. Ho trovato appoggi da diversi dirigenti, dovremo studiare i meccanismi giusti e tradurre in norme queste nostre intenzioni”.
Scritta il 08 02 2010 @ 08:56:46 da Stefano Chini
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